You are currently browsing the monthly archive for Ottobre, 2006.
Ok, vediamo di chiarire una cosa. OVVIAMENTE non ho il numero di Johnny Depp. Ma la cosa non è tanto ovvia come pensavo, difatti ho ricevuto più di un sms in inglese di fan sfegatate che credevano di essere in comunicazione con il loro idolo divino. A queste ragazzine vorrei far notare che:
1) esiste l’ironia. E non era poi tanto difficile riconoscerla in un post come quello in cui dicevo di avere il suo numero.
2) il numero che ho scritto cominciava con 333–>dunque è un numero Tim–>mi sembra difficile che Johnny abbia la Tim come gestore telefonico.
3) anche se avesse la Tim e quello fosse il suo vero numero, dubito che sarebbe così facile trovarlo su un blog qualsiasi e per di più in italiano. Altrimenti lo immaginate bombardato di sms da ragazzine impazzite e dal dubbio inglese? Sarebbe già ricoverato in una costosissima clinica americana per esaurimento nervoso.
Detto questo la canzone del momento da cui sono ossessionata è Bones dei Killers da quando ho visto il video diretto da Tim Burton *__*
Comincio col dire che questo post mi si è cancellato per ben due volte, quindi adesso vi starete dicendo che deve essere un post ben importante per avere la pazienza di riscriverlo una terza. Ebbene vi sbagliate. E’ un post assolutamente trascurabile (se non addirittura evitabile) che nasce giusto per sfruttare l’icon qui a fianco e aggiornare il blog. Ma dunque, dicevo, quali pazze idee ho avuto?
- cucinare i pancakes. La qual cosa detta da una persona qualsiasi suona assolutamente normale, ma detta da me assume tutta un’altra sfumatura: non tanto perchè non so cucinare, quanto piuttosto perchè io evito di cucinare (sono ben noti i panini farciti dei più disparati alimenti trovati in frigo e non) dunque è statisticamente impossibile stabilire se le cose che cucino sono velenose o meno visto che non mi sono mai spinta oltre la pasta al sugo e le uova sode (si ricorda un tentativo di uovo a occhio di bue finito con l’uovo spiaccicato nel lavandino e le urla della mamma -.-’ ). In ogni caso a breve affronterò l’impresa armata di mattarello e grembiule da cucina. Il tutto sarebbe stato più semplice se fossi nata in America dove li mangiano puntualmente per colazione insieme alla variante waffles (beati loro *sbaaaav*).
- tingermi i capelli. Non nel senso di fare le meches o i colpi di sole, ma proprio un totale cambiamento di colore. Niente di altamente rivoluzionario/punkettaro come verdi, blu, viola ma qualcosa di sufficientemente rivoluzionario da far sì che le persone che mi conoscono rimangano così \*o*/ o semplicemente si accorgano della differenza.
Guardate questo video e non ditemi che non è dolciosissimo (soprattutto quando abbraccia la vecchietta *___*). Alla fine è una stupidaggine, ma è un’idea così pucciosa e altruista, immaginare che mentre cammini per strada e magari sei anche un po’ giù un tipo qualsiasi ti abbraccia amichevolmente per farti sentire meglio. Anche se razionalmente se vedessi un tizio a via Scarlatti che mi vuole abbracciare lo prenderei per pazzo e/o pedofilo (lol) ma nella fantasia sarebbe una cosa troppo bella.
Ecco ho nuovamente cambiato header perchè in quello di prima sembravano tutti bassi e larghi causa compressione, così ho preso direttamente una nuova immagine promozionale in cui per motivi del tutto ignoti si trovano in un campo di grano con tuoni e fulmini all’orizzonte (perchè di grazia?) [ah, il soggetto era: coloro che compongono il cast di Grey's]. Quindi pur non essendo pienamente soddisfatta nemmeno di questa scelta, l’ho fatta lo stesso perchè ero stanca di esaurirmi appresso a Photoshop (con cui notoriamente non vado d’accordo è_é) per cercare di realizzare quello che avevo in testa e che poi in pratica fa cagare.
Ma questo post non è fatto solo di frivolezze (strano ma vero), infatti volevo spendere due parole sul libro che sto leggendo ora. Trattasi di: Gomorra di Roberto Saviano. Costui è un giornalista che collabora con il Manifesto e il Corriere del Mezzogiorno, ma soprattutto lavora per l’Osservatorio sulla camorra e la legalità, infatti il libro parla appunto di Napoli e la camorra, anzi il Sistema come viene definito adesso. Parla di un mondo che a noi sembra lontanissimo, estraneo, pur trovandosi fisicamente attorno a noi in ogni momento (parlo ovviamente da napoletana), ci sentiamo noi stessi spettatori esterni perchè è totalmente al di fuori del nostro modo di vivere, di pensare. Certo sappiamo dei morti ammazzati al telegiornale, abbiamo paura a camminare per strada in certe zone a certe ore, ma poi cosa ne sappiamo dei ragazzini di 15 anni che lavorano per i boss, che spacciano, che girano armati, che sperano di diventare elementi portanti di un clan per ottenere soldi e rispetto solo perchè loro così sono nati, perchè per loro questo è normale e non esiste un altro modo di guardare alla vita. Le storie sono ben documentate e sono reali. Ed è per questo che ogni volta che leggi di un ragazzo di venti anni (chi più chi meno) che viene ucciso per vendetta, per fare il pusher, per sbaglio o per una pistola giocattolo è come ricevere un pugno nello stomaco.
Sì, lo so, è un pezzo che non scrivo nulla. Bè, ho avuto da fare, principalmente ho rischiato diverse volte di addormentarmi in classe, secondariamente sono dovuta andare a scuola (sig sob), ho avuto diverse season premiere da vedere (Veronica Mars, Gilmore Girls), ho scaricato la nuova versione di iTunici che non mi piace, è cominciato Lost su Sky, ho avuto un ospite a casa tutta la settimana che mi ha anche regalato un contapassi (modo indiretto per dire: muovi il culo? Boh può darsi, lol), ho letto un altro libro del mio guru del momento Jonathan Coe ovvero La casa del sonno, il cui finale mi ha particolarmente colpito (pur non raggiungendo mai i livelli della Banda dei Brocchi anche se il titolo italiano mi piace davvero poco) perchè almeno io non me l’aspettavo…uno dei personaggi era tanto odioso nel passato quanto simpatico nel presente (la storia era strutturata in modo che i capitoli pari fossero ambientati nel presente, quelli dispari nella ‘giovinezza’ dei personaggi), un altro era ugualmente rivoltante in entrambi i tempi e sembrava lo scienziato pazzo, un altro ancora è quello che mi ha stupito più di tutti e mi piace pensare che il post-finale aperto sia finalmente come desidera, perchè se lo merita davvero.
Poi, stamattina, sono andata a ritirare l’abbonamento (finalmente) e avevo in programma di fare un giro alla Feltrinelli, avevo già uno schema dei possibili acquisti da fare, avevo valutato diverse opzioni e ne avevo scartate alcune, insomma ero pronta a spendere e spandere un po’ dei miei risparmi, ma evidentemente presa dall’entusiasmo il mio spirito mattiniero lo è stato fin troppo, tanto che quando sono andata la Feltri era ancora chiusa (a quanto pare sono l’unica che non sa che apre alle dieci, d’oh!) e sono tornata mestamente a casa con il mio abbonamento vecchio di zecca, ma con un timbretto rinnovatore sopra.
La canzone della settimana è Come back down-Lifehouse, ma a breve verrà superata da uan dei Killers o dei Kasabian, devo solo decidere quale.
