UN DOLCE LUNEDì 

Quel lunedì si svegliò alle 6.44, esattamente un minuto prima di quando sarebbe suonata la sveglia. Così passò quell’ultimo minuto di riposo prima di cominciare la giornata a guardare fisso e con il terrore di alzarsi il quattro che stava per diventare cinque.DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!Ecco fatto, un’altra settimana era cominciata. Bè, in fondo mancavano soltanto altri sei giorni prima che fosse domenica e quindi avrebbe potuto dormire di più e non sarebbe dovuta andare a scuola, ma poi avrebbe dovuto studiare per il lunedì e la domenica in fondo sarebbe passata in fretta e sarebbe stato di nuovo lunedì…D’accordo forse era un po’ ansiosa. 

Appena mise piede nella stazione della funicolare si convinse che quella mattina la funicolare si sarebbe inevitabilmente scontrata con quella che scendeva.

Ne era certa. Ne era assolutamente convinta.Immaginava già lo scontro: frontale. Non un po’ di lato, tipo strisciata, proprio di faccia.La cabina del pilota, si sarebbe totalmente spiaccicata e anche un po’ del primo scompartimento si sarebbe accartocciato. Il secondo scompartimento no, ma il vetro vicino a cui era seduta sarebbe sicuramente esploso per l’urto e chissà magari uno dei pezzi di vetro gli si sarebbe piantato in un occhio o le avrebbe solo fatto un graffio, chi può dirlo.D’accordo forse era un po’ catastrofista, ma il fatto che fosse mancata la corrente per un secondo prima che la funicolare partisse poteva significare che ci fosse qualche guasto e…La funicolare arrivò a destinazione senza nessuna strage e lei arrivò a scuola viva e senza vetri negli occhi anche se qualche ora più tardi mentre il professore scorreva l’elenco dei nomi per fare la sua vittima in latino e chiamava giusto lei aveva rischiato l’infarto. 

Meno male che l’interrogazione era senza voto perché aveva proprio fatto una figuraccia. Bel modo di cominciare la settimana, se la prima ora del lunedì era già andata così male, figurarsi tutto il resto della settimana. Secondo le sue classiche previsioni disastrose le cose sarebbero andate di male in peggio. Infatti prevedeva che nonostante lo studio, che avrebbe occupato pomeriggi interi, sarebbe stata interrogata in tutte le altre materie (una per giorno) e sarebbe andata male in quasi tutte ad eccezione della matematica in cui avrebbe strappato la sufficienza per un puro colpo di fortuna. Tralasciando la scuola prevedeva che il computer avrebbe sicuramente preso un virus, facendole perdere tutti i documenti, i file, gli mp3 e le foto a cui teneva tanto. Le bellissime nuove scarpe bianche che aveva comprato si sarebbero rovinate a causa di un grande acquazzone scoppiato guarda caso giusto nell’istante in cui lei metteva il piede fuori dalla porta…Mentre era impegnata in queste rosee previsioni sul futuro successe una cosa strana: stava  facendo finta di seguire un’improbabile spiegazione di matematica con lo sguardo fisso su un punto indefinito della lavagna e pensava a quanto tempo avrebbe impiegato a finire i compiti di ogni materia quello stesso pomeriggio e di conseguenza quanto tempo libero le sarebbe rimasto calcolando che avrebbe potuto sfruttare anche la mezz’ora tra dopo pranzo e l’inizio dei Simpson…sentì una voce maschile provenire dalla sua destra. La cosa era alquanto strana visto che la sua compagna di banco era una ragazza, così si girò e cosa vide?Un tipo tutto strambo sulla trentina, con un soprabito bordeaux molto elegante, uno strano taglio di capelli a caschetto, un mezzo cilindro per cappello, degli occhiali da sole assolutamente osceni, dei guanti viola di lattice con cui stringeva il pomo di un bastone da passeggio, e, cosa più strana di tutte, aveva un’aria conosciuta. Dove l’aveva visto? Ma certo! Era stato il sabato precedente sullo schermo del cinema nel film che tanto aveva adorato negli ultimi giorni: era Willy Wonka, quello della Fabbrica di cioccolato! Ma che ci faceva lì? Che cosa stava succedendo? Si guardò intorno e nessuno sembrava trovarci nulla di strano; erano tutti tranquillamente occupati nelle loro attività di sempre: chi se la rideva per giochini stupidi per perdere tempo senza farsi vedere dalla prof, chi aveva lo sguardo perso nel vuoto pensando al ragazzo che le piaceva da morire o chi pensava quante possibilità aveva di vincere la giornata di fantacalcio considerando che il portiere aveva subito tre gol, ma aveva parato un rigore quindi la situazione non era poi tanto catastrofica.“ Un po’ di fondente?” “…”“Ehi? Sveglia! Dico a te!”“Preferisco il nocciolato se possibile.” Ma cosa stava facendo? Era impazzita? Non solo un personaggio della fantasia le stava offrendo della cioccolata, non solo lei gli aveva pure risposto, ma adesso si metteva anche a fare la schizzinosa dicendo che preferiva il nocciolato!  “Certo, ecco qui”Le porse un’invitante tavoletta di cioccolato. Bè a quel punto, follia per follia, tanto valeva assaggiarlo, tanto se era davvero pazza come iniziava a pensare mangiare un po’ di cioccolata immaginaria non avrebbe peggiorato la situazione, o no?“Lezione noiosa, eh?”“Già”. Ormai, visto che la situazione aveva dell’incredibile e non aveva nessuna spiegazione apparente, tanto valeva godersela.“Dunque, come mai sei qui?” chiese con finta noncuranza.“Ecco vedi, mi servirebbe qualcuno con cui giocare a biliardo, gli Oompa Loompa, oltre ad essere negati, sono troppo piccoli e non arrivano al tavolo…In cambio potresti vivere con me nella Fabbrica, ovviamente…”“…”“…e non ti preoccupare le tue nuovissime scarpe bianche non si sporcheranno di cioccolato, è tutto sotto controllo”.“Okay”.Oddio! Aveva accettato! Già si vedeva passeggiare tranquillamente vicino al fiume di cacao dopo aver vinto una partita contro Willy (ormai erano amici non c’era bisogno di convenevoli) con una serie di tre palline imbucate di fila e aver ricevuto in premio un nocciolato leggero (bisogna stare attenti alla linea, specialmente in una Fabbrica di Cioccolato); poi sarebbe andata a fare un bagno nella piscina di cioccolato bianco e a prendere un po’ di sole sulla spiaggia di granella di noccioline bevendo un drink tropicale portatole dal suo Oompa Loompa personale; dopodiché avrebbe guardato un po’ di tv satellitare in camera sua e letto un libro mentre si concedeva un mini-spuntino pomeridiano giusto per mettere qualcosa sotto i denti in vista  della grande cena della sera in cui Willy le avrebbe regalato un bellissimo e antichissimo anello di brillanti…  “Allora ci si vede la settimana prossima”.PUF!La sua compagna di banco era di nuovo lì come se non se ne fosse mai andata. E il suo futuro marito che fine aveva fatto? 

A quel punto c’erano solo due possibilità:

era pazza

- si era addormentata.

Essendo quest’ultima molto più rassicurante, la prese per buona. Inoltre la settimana non sembrava più così tragica anche perché, c’era da dirlo, quel pezzo di nocciolato che aveva tra i denti era davvero buono…